Le scelte legislative, culturali e simboliche che si stanno producendo negli ultimi anni in Italia, incidono direttamente sulla possibilità delle donne di essere:
credute, tutelate, libere.
La proposta di modifica dell’art. 609bis del Codice penale si colloca pienamente dentro questo quadro.
Interviene, infatti, sul concetto di consenso e sul modo in cui viene valutata la violenza sessuale, producendo uno spostamento di senso che riguarda l’intera società.
Le donne tornano ufficialmente a essere costrette a dimostrare di aver resistito, di aver detto no.
Chi accompagna ogni giorno le donne nei percorsi di uscita dalla violenza sa bene quante e quali eccezioni a questa semplificazione dovrebbero essere considerate.
Obiettivi
• costruire una risposta collettiva
• rendere visibili gli effetti sociali e materiali delle scelte normative sul consenso e sulla violenza
• rafforzare una lettura femminista autonoma
• promuovere una mobilitazione diffusa capace di attraversare i territori, i luoghi del lavoro, i contesti sociali e culturali per la giornata del 15 febbraio
• costruire un valore condiviso che riconosca la libera scelta – e quindi il consenso – come diritto fondamentale delle donne
• arrivare a una mobilitazione ampia e trasversale per la manifestazione nazionale del 28 febbraio a Roma
Promuovono:
aied, Aiuto Donna, Amnesty international, Casa delle Donne di Treviglio, CGIL, Politeia, Rete Bergamasca contro la violenza di genere, UDI Velia Sacchi BERGAMO


